Alimentatore minimale a valvole di piccola potenza, fatto con quel che c'era.




Qui trovate un semplice alimentatore a valvole di piccola potenza, impiegabile sia con preamplificatori Hi Fi sia in laboratorio quando occorre una tensione anodica al volo, funzionerà sempre bene.



Una vista parziale del posto che divido con la stazione Radio di casa, dove trascorro parte del mio tempo libero, spaziando in lungo e in largo nel campo dell'elettronica, procurandomi sempre qualcosa da studiare.

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Alimentatore stabilizzato a valvole ridotto all'osso e costruito al volo tempo fa con quello che avevo disponibile, funzionando regolarmente  nonostante l'impiego di una ECL82 valvola non proprio adatta, in quanto la sua struttura è composta da un triodo di segnale e un pentodo di potenza, si fa per dire di potenza, non è il massimo per farci un classico regolatore serie stabilizzato, meglio sarebbe stato avere un pentodo di segnale sicuramente dotato di un maggiore guadagno e un triodo di potenza per la ridotta resistenza interna, ma tant'è.

Ciononostante dispone di buona stabilizzazione, rumore accettabile ed è capace alimentare un pre senza fatica, almeno che non impieghi come si usava trentanni fa, un abominio con otto/dieci valvole.

Può essere impiegato per alimentare direttamente gli stadi di uscita e gli stadi di segnale di un normale pre linea, mentre per stadi phono occorre inserire una cella RC aggiuntiva, per contenere il rumore.

Ricordo che l'errore generalmente commesso dal principiante e forse anche qualcun altro più esperto, è il considerare il cablaggio con leggerezza, su questo circuito circolano tutte le correnti necessarie, sicché per evitare che del ronzio possa introdursi nello stadio di ingresso è necessario renderlo equipotenziale.
Nella mia esperienza ho sistemato pre montati da principianti pur con altri alimentatori, che per lo stesso tentativo se la sono sempre presa con l'alimentatore senza mai risolvere, mentre il problema era insito nella famigerata "stella di massa", siete avvertiti!

Come si nota dallo schema mancando avvolgimenti per filamenti di valvole esterne, occorre provvedere diversamente, in quanto il 2,5 x 2 V li ho impiegati per la 5Y3 altrimenti non sarebbero serviti a nulla, mentre l'unico il 6,3 V non è possibile impiegarlo perché risulta polarizzato dalla tensione di uscita.

La mancanza di Zener adatti mi ha obbligato a montare una lampada al neon, che possiede la caratteristica di diminuire velocemente la resistenza interna all'aumentare della tensione di polarizzazione, viceversa aumenta altrettanto velocemente quando scende, quindi alimentandola tramite R5, la tensione ai suoi capi si stabilizza attorno a 70 V, almeno per la mia lampadina, certamente se ne possono impiegare altre di tensione simile, salvo poi recuperare la giusta tensione con X1, fatta salva la dissipazione si possono impiegare anche diodi Zener da 68 V al posto della lampada al Neon, magari mettendone alcuni in serie per approssimare la tensione richiesta, ricordarsi comunque di mettere in serie un diodo da 1N4002 a salire, ad ogni diodo per parziale compensazione della deriva termica.

Il pi greco dopo la 5Y3 per i miei impieghi è venuto fuori con R1 da 1 KOhm, valore diminuibile in caso di caduta eccessiva, ma attenzione a non superare la massima corrente ammessa per il pentodo della ECL82 che è di 35 mA, i condensatori di filtro me li sono ritrovati così perché dovuti al "vitone" disponibile un 4 x 20 uF, 450 V, per cui ho adottato per il pi greco il valore di 40 uF massimi in ingresso per non torturare la 5Y3, giudicando poi le altre due sezione insufficienti, ho montato in parallelo un 100 uF per ottenere una ottimale riduzione del ripple.
Lo schema è un classico che più classico non si può, visibile qui sotto.





schema psu


Un semplice cenno al funzionamento:
La tensione di riferimento delcatodo del triodo è mantenuta stabile dalla lampada al neon, ebbene immaginando che la tensione di rete o di uscita tendano a scendere, attraverso il partitore formato da R4, X1, R3, scenderà pertanto anche la tensione della griglia del triodo, il quale avendo il catodo posto a tensione fissa, tenderà ad interdirsi aumentando la sua resistenza interna e contestualmente drenando meno corrente da R13 che è anche connessa alla griglia controllo del pentodo, il risultato sarà che la tensione su questa griglia aumenterà quanto basta riducendo la resistenza interna del pentodo e ristabilire la corretta tensione di uscita, tutto questo è vero anche quando la tensione di rete o di uscita tenderà ad aumentare, solo che in questo caso il procedimento deve leggersi al contrario, semplice, no!

E' possibile che in futuro metta sul sito un altro alimentatore stabilizzato gia funzionante dotato di una corrente di uscita più elevata, realizzato con una 6080 regolatrice, una ECC82 come amplificatore pilota e un differenziale realizzato con una ECC83, e Zener termostatato.

Qui sotto si vede l'alimentatore nella sua realizzazione "as is", che essendomi servito molte volte come impiego al volo, così è rimasto.


immagine alimentatore


sotto l'alimentatore

Credo di aver detto tutto, per brevi info potete contattarmi cliccando su info.

Mario